S&P 500, Nasdaq e Dow Jones: guida agli indici USA
S&P 500, Nasdaq-100 e Dow Jones sono tra gli indici azionari più conosciuti e seguiti al mondo. Vengono spesso utilizzati per descrivere l’andamento della Borsa americana e, più in generale, del mercato azionario statunitense.
A prima vista possono sembrare strumenti molto simili, ma in realtà rappresentano realtà differenti. Cambiano il numero di società presenti, i criteri con cui vengono selezionate, la loro esposizione ai diversi settori e soprattutto il metodo utilizzato per determinare il peso delle singole aziende all’interno dell’indice.
Queste differenze sono importanti anche per chi fa trading. Non è infatti raro vedere, nella stessa giornata, il Nasdaq-100 in forte rialzo, lo S&P 500 positivo e il Dow Jones in calo. Per comprendere situazioni di questo tipo è necessario sapere come sono costruiti i tre indici.
In questo articolo analizziamo quindi S&P 500, Nasdaq-100 e Dow Jones, spiegando come funzionano, quali sono le principali differenze, cosa significano i concetti di Growth e Value e quali sono gli strumenti attraverso cui è possibile operare sugli indici USA.
Nota: in questo articolo, quando si parla di “Nasdaq” nel confronto con S&P 500 e Dow Jones, si fa riferimento principalmente al Nasdaq-100.
Cosa sono S&P 500, Nasdaq e Dow Jones?
Prima di confrontare i tre indici è importante capire cosa rappresenta un indice azionario.
Un indice è un paniere composto da più società quotate. Il suo valore viene calcolato attraverso una determinata metodologia che stabilisce quali aziende possono essere incluse e quanto ciascuna di esse incida sull’andamento complessivo.
Lo S&P 500 comprende circa 500 grandi società statunitensi e offre una rappresentazione molto ampia del mercato azionario americano.
Il Nasdaq comprende invece 100 tra le principali società non finanziarie quotate sul Nasdaq ed è particolarmente esposto al settore tecnologico e alle società con caratteristiche Growth.
Il Dow Jones Industrial Average, comunemente chiamato Dow Jones, è formato da sole 30 grandi società statunitensi.
È proprio questa differenza nella composizione dei tre indici a spiegare gran parte delle loro diverse performance.
S&P 500: composizione e funzionamento
Lo S&P 500 è uno dei principali riferimenti per analizzare il mercato azionario statunitense. Il suo paniere comprende circa 500 grandi società appartenenti a numerosi settori dell’economia americana.
La sua composizione è quindi molto diversificata e comprende aziende tecnologiche, finanziarie, industriali, farmaceutiche, energetiche, società di beni di consumo e molte altre attività.
Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, lo S&P 500 non è semplicemente una lista delle 500 società americane più grandi. L’inclusione nell’indice dipende da una serie di requisiti relativi, tra gli altri aspetti, alla dimensione della società, alla liquidità del titolo, al flottante e ad alcuni parametri finanziari.
La selezione viene effettuata secondo la metodologia stabilita dal comitato che gestisce l’indice.
Nasdaq: composizione e funzionamento
Il Nasdaq-100 è composto da 100 tra le principali società non finanziarie quotate sul Nasdaq.
L’indice è particolarmente conosciuto per la sua forte esposizione verso tecnologia, software, semiconduttori, comunicazioni, e-commerce e società legate all’innovazione.
Questa caratteristica fa sì che il Nasdaq-100 venga spesso associato alle cosiddette Growth Stocks, cioè società per le quali il mercato si aspetta una crescita significativa nel futuro.
È comunque importante distinguere il Nasdaq-100 dal Nasdaq Composite. Il Nasdaq Composite comprende infatti un numero molto più ampio di società quotate sul Nasdaq, mentre il Nasdaq-100 rappresenta un paniere più ristretto di grandi società non finanziarie.
Dow Jones: composizione e funzionamento
Il Dow Jones Industrial Average è molto più ristretto rispetto agli altri due indici. Comprende infatti soltanto 30 grandi società statunitensi.
Questo non significa però che il Dow Jones rappresenti semplicemente le 30 aziende americane con la maggiore capitalizzazione di mercato.
La composizione viene determinata attraverso un processo di selezione che considera diversi fattori, tra cui l’importanza economica della società, la sua reputazione, la storia di crescita e la necessità di mantenere una rappresentazione sufficientemente ampia dell’economia statunitense.
Il Dow Jones comprende quindi aziende appartenenti a diversi settori e non deve essere considerato un indice esclusivamente tecnologico.
Come vengono ponderati S&P 500, Nasdaq e Dow Jones?
Per capire perché S&P 500, Nasdaq-100 e Dow Jones possono muoversi in modo diverso, bisogna capire quanto pesa ogni società all’interno dell’indice.
Lo S&P 500 assegna maggiore peso alle società più grandi in termini di capitalizzazione di mercato. In parole semplici, se una società vale molto di più sul mercato rispetto a un’altra, il suo movimento avrà generalmente un’influenza maggiore sull’indice.
Il Nasdaq segue un principio simile: anche qui la dimensione delle società ha un ruolo importante nel determinarne il peso, anche se vengono applicate specifiche regole per evitare che alcune aziende arrivino ad avere un peso eccessivo.
Il Dow Jones, invece, funziona in modo completamente diverso. È un indice ponderato per prezzo: il peso di una società dipende dal prezzo della sua azione e non direttamente dalle sue dimensioni in termini di capitalizzazione.
Questo significa che una società con un prezzo per azione elevato può avere un’influenza maggiore sul Dow Jones rispetto a una società con un prezzo per azione più basso, anche se quest’ultima potrebbe avere una capitalizzazione di mercato superiore.
È proprio questa differenza nel modo di calcolare i pesi che aiuta a spiegare perché lo stesso movimento delle azioni possa avere effetti diversi su S&P 500, Nasdaq e Dow Jones.
Growth e Value: cosa significano?
Per comprendere meglio la composizione di questi indici è utile introdurre due termini molto utilizzati nei mercati finanziari: Growth e Value.
Le Growth Stocks sono società per le quali gli investitori si aspettano una crescita dei ricavi, degli utili o dei flussi di cassa superiore alla media. Spesso queste aziende reinvestono una parte significativa delle proprie risorse per finanziare nuovi prodotti, tecnologie, acquisizioni o espansione internazionale.
Le società Growth possono quindi essere valutate dal mercato soprattutto sulla base delle loro prospettive future e non soltanto degli utili prodotti nel presente.
Il termine Value indica invece società che il mercato considera relativamente poco costose rispetto ad alcuni parametri fondamentali dell’azienda. Possono essere imprese mature, con attività consolidate, una generazione di cassa più stabile e, in alcuni casi, una maggiore propensione alla distribuzione di dividendi.
Questo non significa che una società Value non possa crescere. Allo stesso modo, una società Growth non appartiene necessariamente al settore tecnologico.
Si tratta soprattutto di caratteristiche differenti legate alla crescita attesa e alla valutazione attribuita dal mercato.
Growth e Value nei tre principali indici USA
Il Nasdaq presenta una forte esposizione verso società con caratteristiche Growth, soprattutto nei settori tecnologici e dell’innovazione.
Lo S&P 500 è invece più diversificato e comprende sia società Growth sia società Value e cicliche.
Il Dow Jones presenta anch’esso una composizione eterogenea, con società appartenenti a diversi settori dell’economia americana.
Di conseguenza, non è corretto considerare lo S&P 500, il Nasdaq o il Dow Jones come indici esclusivamente Growth o esclusivamente Value.
Perché Nasdaq e S&P 500 possono salire mentre il Dow Jones scende?
Questa è una delle situazioni che può creare maggiore confusione quando si osserva il mercato americano.
La spiegazione sta nella diversa composizione dei tre indici e nei diversi sistemi di ponderazione.
Immaginiamo una giornata in cui le principali società tecnologiche registrano forti rialzi, mentre alcuni titoli industriali, finanziari o appartenenti ad altri settori sono in calo.
Il Nasdaq potrebbe beneficiare in maniera significativa del rialzo delle società tecnologiche presenti nel suo paniere.
Anche lo S&P 500 potrebbe salire, perché molte delle grandi società tecnologiche hanno un peso importante nell’indice grazie alla loro elevata capitalizzazione di mercato.
Il Dow Jones potrebbe invece registrare una performance negativa se le società che hanno un’influenza maggiore sul suo calcolo dovessero scendere.
Non c’è quindi alcuna contraddizione nel vedere contemporaneamente Nasdaq in rialzo, S&P 500 in rialzo e Dow Jones in ribasso.
I tre indici non rappresentano lo stesso paniere e non utilizzano lo stesso metodo per determinare il peso delle società.
S&P 500, Nasdaq e Dow Jones: quale indice rappresenta meglio il mercato USA?
La risposta dipende da cosa si vuole osservare.
Lo S&P 500 offre una rappresentazione ampia delle grandi società americane e, grazie al numero elevato di componenti, presenta una diversificazione maggiore.
Il Nasdaq è invece maggiormente concentrato sulle grandi società non finanziarie quotate sul Nasdaq e presenta una forte esposizione verso tecnologia, innovazione e società Growth.
Il Dow Jones è ancora più concentrato, con soltanto 30 componenti, e presenta una metodologia di calcolo differente dagli altri due indici.
Per questo motivo non è corretto considerare uno dei tre indici come una semplice versione alternativa degli altri. Ognuno fornisce una prospettiva differente sul mercato azionario americano.
Come fare trading sugli indici USA?
Gli indici non vengono acquistati direttamente come una singola azione. Per ottenere un’esposizione all’andamento di S&P 500, Nasdaq o Dow Jones è necessario utilizzare uno strumento finanziario che replichi, direttamente o indirettamente, il loro andamento.
Tra le possibilità disponibili ci sono ETF, futures, CFD, opzioni e altri derivati, oltre ai fondi e agli strumenti messi a disposizione da banche e intermediari.
Gli ETF permettono, in determinate condizioni, di ottenere un’esposizione all’indice attraverso uno strumento quotato in Borsa. Sono spesso utilizzati per operazioni di medio-lungo periodo, anche se il loro utilizzo dipende naturalmente dalle caratteristiche dello specifico ETF e dalla strategia dell’investitore.
I futures sono invece contratti derivati il cui valore è collegato all’andamento dell’indice sottostante. Sono strumenti molto utilizzati anche nel trading professionale e possono prevedere margini e leva finanziaria.
I CFD consentono di speculare sulla variazione di prezzo dell’indice senza possedere direttamente le attività sottostanti. Anche i CFD possono utilizzare la leva finanziaria, con la conseguenza che sia i potenziali profitti sia le potenziali perdite possono aumentare rispetto all’esposizione senza leva.
È possibile operare sugli indici USA anche attraverso broker regolamentati, come ad esempio IG Markets, che offre strumenti per operare su importanti indici azionari statunitensi, tra cui S&P 500, Nasdaq-100 e Dow Jones. La disponibilità dello specifico strumento, la leva, i costi e le condizioni operative dipendono dal prodotto e dall’entità regolamentata con cui il cliente opera.
La scelta dello strumento è quindi un elemento importante quanto la scelta dell’indice, perché ETF, futures, CFD e opzioni hanno caratteristiche, costi, modalità operative e profili di rischio differenti.
Conclusioni
S&P 500, Nasdaq e Dow Jones permettono di osservare il mercato azionario americano da prospettive differenti. La loro diversa composizione fa sì che possano reagire in modo diverso agli stessi eventi di mercato, soprattutto quando a muoversi sono società o settori che hanno un peso significativo all’interno di uno specifico indice.
Per questo motivo, quando il Nasdaq sale mentre il Dow Jones scende, oppure quando lo S&P 500 mostra un andamento diverso rispetto agli altri due indici, non si tratta necessariamente di un’anomalia. È il risultato delle differenti società che compongono i tre panieri e del modo in cui il loro andamento viene riflesso dall’indice.
Questa distinzione diventa ancora più importante quando si passa dall’analisi al trading. Operare sullo S&P 500, sul Nasdaq o sul Dow Jones non significa infatti esporsi esattamente allo stesso mercato, così come utilizzare un ETF, un future, un CFD o un’opzione comporta modalità operative e caratteristiche differenti.
Comprendere come è costruito un indice prima di operare su di esso permette quindi di interpretarne meglio i movimenti e di avere una visione più precisa di ciò che si sta effettivamente negoziando.
Se vuoi approfondire queste dinamiche e imparare a leggere i mercati con un approccio strutturato e consapevole, puoi accedere ai miei corsi formativi di trading online.
All’interno del percorso trovi strategie operative, gestione del rischio e analisi dei mercati spiegate in modo pratico e applicabile, da una persona che segue i mercati da oltre dieci anni.
